MAECI – L’EUROPA DOPO GLI ACCORDI SUI DAZI CON GLI STATI UNITI: I POSSIBILI IMPATTI ECONOMICI NEL MEDIO-LUNGO PERIODO

Negli ultimi anni il sistema commerciale internazionale ha attraversato una fase di trasformazione che ha segnato un forte cambiamento rispetto agli ultimi tre decenni, caratterizzati da una costante integrazione economica, favorita dal multilateralismo. Dopo oltre tre decenni di espansione della globalizzazione, con una progressiva riduzione delle barriere commerciali ed integrazione delle catene globali del valore, le principali economie mondiali stanno progressivamente ridefinendo il ruolo del commercio internazionale all’interno delle proprie strategie economiche e geopolitiche.


L’inizio della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina nel 2018 ha rappresentato uno spartiacque importante in questo processo. Per la prima volta dopo molti anni, le tariffe commerciali sono tornate al centro del dibattito politico ed economico come strumento di politica industriale, sicurezza economica e sovranità tecnologica. A questo cambiamento si sono successivamente aggiunti la pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina, la crisi energetica europea e l’attuale conflitto in Medio Oriente.


Questi eventi hanno evidenziato la vulnerabilità delle catene globali del valore e la dipendenza delle economie avanzate da fornitori localizzati in un numero limitato di paesi. Di conseguenza, concetti quali reshoring, nearshoring, friendshoring, de-risking e autonomia strategica sono entrati stabilmente nel vocabolario delle politiche economiche europee e nordamericane.


In questo nuovo contesto, le relazioni economiche transatlantiche assumono una rilevanza particolare. Da un lato, Stati Uniti ed Unione Europea condividono interessi strategici e valori politici comuni; dall’altro, emergono divergenze significative in materia di politica industriale, sostegno alle imprese, regolamentazione tecnologica e politica commerciale. I recenti accordi commerciali e tariffari tra Stati Uniti ed Europa rappresentano quindi un tentativo di trovare un nuovo equilibrio tra cooperazione economica e tutela degli interessi strategici nazionali.


Tuttavia, gli effetti economici di tali accordi non possono essere valutati esclusivamente attraverso l’analisi delle tariffe applicate ai beni finali. Le catene globali del valore, frutto del processo di globalizzazione degli ultimi tre decenni, sono caratterizzate da una complessa rete di relazioni produttive in cui beni intermedi, componenti e servizi attraversano ripetutamente i confini nazionali prima di raggiungere il consumatore finale. In questo contesto, una modifica delle tariffe commerciali può generare effetti indiretti che si accumulano lungo le filiere produttive, alterando i costi di produzione, la competitività internazionale e la localizzazione delle attività economiche.


Per comprendere pienamente tali dinamiche è necessario integrare l’analisi delle politiche commerciali con strumenti quantitativi capaci di misurare non soltanto l’esposizione diretta ai dazi, ma anche la propagazione degli shock tariffari attraverso le catene globali del valore.


Questa ricerca si propone di contribuire a tale dibattito sviluppando un approccio integrato che combini analisi delle politiche pubbliche, strumenti di economia internazionale e metodologie input-output per valutare le conseguenze di medio-lungo periodo dei nuovi accordi commerciali tra Stati Uniti ed Europa.

Domande di ricerca

La ricerca si articola attorno a due principali domande di ricerca, tra loro strettamente collegate.

D.R.1

Qual è stata l’evoluzione delle politiche commerciali e delle relazioni economiche tra Stati Uniti ed Europa nel nuovo contesto geopolitico internazionale?

D.R.2

Quali sono i possibili effetti diretti e indiretti delle nuove tariffe commerciali sui costi di produzione, e sulla loro propagazione lungo le catene globali del valore europee nel medio-lungo periodo?

Metodologia di lavoro

Le due domande di ricerca richiedono metodologie differenti ma complementari, che daranno origine a due principali output scientifici e di policy.

D.R.1: Evoluzione delle politiche commerciali e delle relazioni economiche transatlantiche

La prima parte della ricerca si propone di ricostruire l’evoluzione delle relazioni commerciali tra Stati Uniti ed Unione Europea dalla fase iniziale della guerra commerciale sino ai più recenti accordi tariffari.

L’obiettivo non sarà solamente descrittivo, ma volto a comprendere le logiche economiche e geopolitiche che hanno guidato il cambiamento delle politiche commerciali occidentali.

D.R.2: L’accumulazione delle tariffe lungo le catene globali del valore

La seconda parte della ricerca offrirà un contributo metodologico e scientifico che consentirà di valutare gli effetti diretti e indiretti dei dazi sull’economia europea.
L’analisi tradizionale degli effetti delle tariffe tende a concentrarsi sugli impatti diretti delle misure commerciali, assumendo implicitamente che il costo tariffario venga applicato una sola volta e trasferito integralmente al prezzo finale.

Ricercatori

Prof.ssa Valentina Meliciani

Valentina Meliciani è professoressa di Economia applicata presso l’Università Luiss Guido Carli. Ha un Master in Economia Internazionale e un PhD conseguiti presso l’Università del Sussex (SPRU) e un dottorato conseguito presso l’Università di Tor Vergata. Ha trascorso periodi di ricerca all’estero all’Università del Sussex, all’Università di Minnesota e alla London School of Economics and Political Sciences. Nel 2024 è stata fellow della DG Grow. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca europei sul ruolo delle nuove tecnologie, sulla crescita strutturale in Europa e su occupazione e inclusione sociale. I suoi più recenti contributi di ricerca vertono su innovazione, catene globali del valore e politiche industriali.

Dr. Filippo Bontadini

Filippo Bontadini è ricercatore tenure track (RTT) di Economia Applicata presso il dipartimento di Economia e finanza dell’Università Luiss. È anche Research Fellow presso il Luiss Research Centre for European Analysis and Policy.
Filippo è un esperto di catene globali del valore e di analisi input-output, temi sui quali ha pubblicato su riviste internazionali come Research Policy e Industrial and Corporate Change. È stato inoltre Consulente Economico nella Joint Task Force MEF-OCSE per il Supporto per Politiche Multilaterali e ha svolto consulenze per istituzioni nazionali e internazionali, incluse Presidenza del Consiglio, CNEL, ADB e Commissione Europea.
Prima di lavorare all’Università Luiss, Filippo è stato Research Fellow presso l’OFCE-Sciences Po e ha conseguito il suo dottorato presso la Science Policy Research Unit (SPRU) dell’Università del Sussex, dove ora è Associate Fellow.

Prof.ssa Maria Savona

Maria Savona è professore ordinario di Economia Applicata presso il Dipartimento di Economia e Finanza della Luiss e di Economia dell’Innovazione presso l’Università del Sussex. Coordina l’Area di Economia e Politica Industriale presso il Luiss Institute for European Analysis and Policy. In precedenza, ha insegnato presso l’Università di Cambridge, Regno Unito, e presso le Università di Strasburgo e Lille 1, Francia. La sua ricerca si concentra su innovazione, politica industriale, effetti del cambiamento tecnologico su occupazione e salari, e trasformazione strutturale delle economie, con particolare attenzione alle catene globali del valore nei servizi. Più di recente, ha lavorato sulla governance dei dati e sulle politiche per ridistribuire il valore dei dati. Ha guidato e co-diretto diversi progetti di ricerca finanziati da istituzioni nazionali e internazionali e ha svolto attività di consulenza per organismi internazionali e istituzioni pubbliche. È editor di Research Policy, Journal of Evolutionary Economics ed Economia Politica. Ha ricevuto il Premio Lincei per l’Economia 2023.

Prof. Ariel Wirkierman

Ariel Wirkierman è Professore associato presso l’Università di Macerata, cultore della materia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e collabora con la Commissione Economica per America Latina ed i Caraibi delle Nazioni Unite su temi di Input-Output e Commercio Internazionale. In precedenza, ha lavorato come Senior Lecturer in Economics presso Goldsmiths, University of London, come Research Fellow presso la Science Policy Research Unit dell’Università del Sussex e come assegnista di ricerca presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ha completato gli studi di dottorato sull’analisi di produttività, occupazione e redditi in schemi Input- Output

Greta Micol Narsini

Greta Micol Narsini è Predoctoral Researcher presso il Luiss Research Centre for European Analysis and Policy (LEAP) e l’Osservatorio Policy, Industry, Europe (PIE) della Luiss Guido Carli, dove lavora sotto la supervisione del dott. Marco Simoni e della prof.ssa Valentina Meliciani. È inoltre Junior Researcher presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI). La sua ricerca si concentra sull’economia politica comparata e internazionale, la politica industriale, l’economic statecraft e la geoeconomia. Il suo lavoro attuale esamina il ritorno della politica industriale nel contesto della competizione tra grandi potenze, con un focus comparato su Stati Uniti, Unione Europea e Cina.

Finalità e risultati attesi

La ricerca produrrà nuove evidenze empiriche sul rapporto tra politiche commerciali, sicurezza economica e competitività industriale europea.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il progetto contribuirà alla comprensione delle conseguenze economiche dei nuovi accordi commerciali tra Stati Uniti ed Europa e delle possibili implicazioni per il processo di autonomia strategica europea.

Dal punto di vista metodologico, la ricerca svilupperà un approccio innovativo per la misurazione dell’esposizione tariffaria nelle catene globali del valore, integrando strumenti input-output e indicatori di pass-through frequency.

I risultati consentiranno di identificare:

  • i settori europei maggiormente esposti agli shock tariffari;
  • i principali canali (diretti ed indiretti) di propagazione degli aumenti di costo;
  • le vulnerabilità derivanti dalla struttura delle catene globali del valore;
  •  i possibili effetti di medio-lungo periodo sulla competitività industriale europea.

Il progetto contribuirà inoltre al dibattito sulla sicurezza economica e sulla trasformazione della globalizzazione, offrendo strumenti utili per la progettazione di politiche commerciali e industriali più efficaci.

Partner

Il progetto si avvarrà della collaborazione del Centro per le politiche europee (CEP), attraverso il coinvolgimento di CEP Italia e CEP Germania. Tali collaborazioni rafforzano il profilo internazionale e policy-oriented del progetto, affiancando alle competenze quantitative del gruppo Luiss un contributo specifico sull’evoluzione delle politiche commerciali, industriali e di sicurezza economica europee e transatlantiche.

Il Centro per le politiche europee (CEP) è un istituto di ricerca indipendente specializzato nell’analisi delle politiche pubbliche europee e nella valutazione delle implicazioni economiche e regolatorie delle iniziative dell’Unione europea. Nell’ambito del progetto, il CEP contribuirà in particolare alla prima domanda di ricerca, relativa all’evoluzione delle politiche commerciali e delle relazioni economiche tra Stati Uniti e Unione Europea nel nuovo contesto geopolitico internazionale. Il contributo del CEP consisterà nella ricostruzione e interpretazione delle principali trasformazioni delle politiche commerciali transatlantiche, con attenzione alle misure tariffarie, agli strumenti di difesa commerciale, alle politiche industriali, alle strategie di sicurezza economica e alle implicazioni diplomatiche della competizione economica globale.

Il progetto beneficerà inoltre del coinvolgimento dell’OFCE-Sciences Po, con cui l’Università Luiss ha uno storico di collaborazioni ed un programma di visiting che permetterà una stretta collaborazione.
L’Observatoire Français des Conjonctures Économiques (OFCE), il centro di ricerca applicata di Sciences Po, è un centro di ricerca indipendente specializzato in previsione economica, analisi empirica e valutazione delle politiche pubbliche, con una forte attenzione alle questioni europee, macroeconomiche, ambientali e distributive. Il contributo dell’OFCE sarà complementare a quello del gruppo Luiss e del CEP: riguarderà in particolare la discussione delle ipotesi di scenario, l’interpretazione macroeconomica e settoriale dei risultati e il confronto con il dibattito francese ed europeo sugli effetti delle tensioni commerciali.

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